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In Evidenza

SOSTEGNO A SFOLLATI E RIFUGIATI UCRAINI IN POLONIA

La situazione in Ucraina si sta aggravando di giorno in giorno. Innumerevoli persone sono sfollate all’interno del paese. Un milione di persone sono fuggite dalle proprie case, sradicate dalla propria terra. Tra queste, centinaia di migliaia hanno intrapreso la strada verso il confine polacco, portandosi dietro solo una valigia o una borsa. E’ molto probabile che sempre più persone saranno costrette a fuggire dalla tremenda realtà della violenza causata dalla guerra, a meno che il conflitto non cessi istantaneamente.

Di fronte alla massiccia evacuazione dei rifugiati ucraini verso la Polonia, il governo polacco, vari enti di beneficenza, singoli individui, ognuno a modo suo sta cercando di soccorrere gli emigranti.

L’aiuto ai rifugiati è stato inizialmente organizzato in modo molto spontaneo. In migliaia di luoghi creati appositamente per questo scopo, la gente ha portato i mezzi di sussistenza di prima necessità. Attualmente il problema più grande è garantire loro un alloggio adeguato.

In questa drammatica situazione, Salute e Sviluppo, in collaborazione con altre organizzazioni camilliane e non camilliane, sta sostenendo l’azione di emergenza promossa dalla Provincia Camilliana polacca in risposta alla crisi ucraina.

La Provincia, che lavora in coordinamento con la Caritas, sta organizzando due importanti interventi per accogliere parte del flusso di persone ucraine in fuga che giungono nelle città della Polonia:

– svolgere attività di sostegno psicosociale per i bambini rifugiati che vengono accolti dalle famiglie intorno alla parrocchia camilliana di Tarnowskie Góry.

– fornire alloggio temporaneo a 55 famiglie in fuga, con la riapertura del seminario di Burakow (Lomianki), e aiutare le famiglie che sceglieranno di iniziare una nuova vita in Polonia a trovare un nuovo appartamento e un nuovo lavoro per ottenere una vita indipendente.

Per fare questo abbiamo bisogno anche di te. Clicca qui, scegli la modalità di donazione e inserisci nella causale AIUTO UCRAINA

 

Emergenza siccità in Kenya – Contea di Wajir

L’impatto della siccità ricorrente nella contea di Wajir, dove SeS opera a favore delle comunità locali, ha colpito la popolazione più vulnerabile causando insicurezza alimentare e malnutrizione. Negli ultimi anni, la contea di Wajir ha sperimentato scarse precipitazioni con un aumento della stagione secca. Le conseguenze hanno avuto un grave impatto sui mezzi di sussistenza delle persone: l’agricoltura e l’allevamento, le due principali fonti di reddito delle comunità rurali.

Tra il 18 e il 23 ottobre, il nostro partner – la Task Force dei Camilliani in Kenya (Cadis International) – ha condotto una valutazione con lo scopo di rilevare l’impatto che l’attuale siccità ha causato alla comunità. Le lacune sono state identificate in quattro aree diverse: cibo, mezzi di sussistenza, acqua e servizi igienici e salute.

Aiutaci a sostenere gli interventi nella contea di Wajir! L’iniziativa comprende:

– Programma di sicurezza alimentare: sostenere la sicurezza alimentare nella regione attraverso tecniche agricole
– Acqua e servizi igienici: fornitura di acqua pulita per uso domestico e irrigazione e costruzione di eco-toilette
– Programma di salute: Cliniche mobili
Dona ora il tuo contributo!
Salute e sviluppo
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Causale: Siccità in Kenya
Kenya - siccità

Sostegno alla popolazione del Kerala colpita dal ciclone

A causa del passaggio sulle coste centro orientali del Mare Arabico di un mini ciclone, piogge torrenziali e inondazioni hanno colpito vari distretti (Kottayam, Idukki, Thrissur e Ernakulam) del Kerala indiano, distruggendo case e causando diverse vittime.

I nostri partner locali, i Camilliani del Sneha Charitable Trust, in collaborazione con la Task Force Camilliana (Cadis International) hanno organizzato una missione di soccorso (Flood Relief Mission) in favore della popolazione colpita, distribuendo beni di prima necessità e aiutando nella ricostruzione delle abitazioni ormai distrutte.

Sostieni anche tu la nostra missione e dona per aiutare le famiglie in difficoltà colpite dall’emergenza!

 

Salute e sviluppo

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Causale: Flood Relief Mission Kerala

Aiutiamo le nostre missioni

La storia delle missioni camilliane è ormai una storia secolare. I religiosi dell’Ordine nel suo primo secolo di vita, il XVII secolo, erano impegnati soprattutto in Italia dove non mancavano situazioni drammatiche con le ripetute epidemie e pestilenze in cui i camilliani diedero spesso testimonianza di eroica carità. Una fra tutte la celebre peste a Milano del 1630, di manzoniana memoria, dove morirono “martiri della carità” oltre 25 religiosi, ma anche all’estero i camilliani venivano chiamati a portare soccorso ai feriti nelle numerose e sanguinose guerre che imperversavano in tutta l’Europa (campagna di Ungheria nel 1595, nella guerra dei Trent’anni nel 1627, in Spagna e in Portogallo). Non a torto i crociferi camilliani sono stati riconosciuti come i precursori della Croce Rossa Internazionale.

Interventi nei paesi lontani in una forma più stabile iniziarono a partire dal 1710 con le prime fondazioni dell’America Latina a Lima in Perù cui seguirono centri in Bolivia, Equador, Colombia, Cile, Messico. A partire dalla fine del settecento, in pochi decenni, prima per le leggi autonomistiche di Giuseppe II poi per le radicali soppressioni napoleoniche l’Ordine camilliano parve giungere all’estinzione. Passata la bufera napoleonica lentamente l’Ordine si riprese e ricominciarono anche le partenze per le nuove missioni. Nel 1867 i primi camilliani, guidati dal padre Stanislao Carcereri partirono per il Sudan al fianco del padre, oggi santo, Daniele Comboni. Purtroppo quella prima spedizione ebbe vita breve e bisognerà aspettare quasi un secolo per vedere nuove spedizioni missionarie in Africa e negli altri continenti. Ad oggi i missionari camilliani sono presenti in numerosi paesi di tutti e cinque i continenti (Italia, Francia, Spagna, Austria, Germania, Irlanda, Georgia, Armenia, Brasile, Argentina, Cile, Perù, Colombia, Ecuador, Messico, America del Nord, Burkina Faso, Benin, Repubblica Centroafricana, Costa d’Avorio, Kenia, Uganda, Tanzania, Haiti, India, Filippine, Taiwan, Vietnam, Tailandia, Indonesia, Pakistan).

In questa lunga storia si inserisce nel 1996 Salute e Sviluppo (SeS) con la presidenza di padre Efisio Locci. Nata per volere del Superiore Generale Frank Monks e Consulta dell’Ordine in attuazione di una decisione del Capitolo Generale si costituisce come una Organizzazione Non Governativa per supportare le attività dei religiosi camilliani che operano come suoi partner locali nei paesi in via di sviluppo. L’obiettivo è migliorare le condizioni sanitarie di quelle popolazioni e contribuire alla loro crescita ed autonomia. Da allora Salute e Sviluppo è una delle colonne portanti delle missioni camilliane.

I progetti di cooperazione di SeS intervengono principalmente nell’ambito socio-sanitario e del settore dello sviluppo umano, costruendo ospedali, scuole e acquedotti ed implementando la produzione alimentare e zootecnica. Tutti gli interventi sono finalizzati ad ottenere la propria sostenibilità e sono caratterizzati da un approccio altamente formativo della popolazione locale.

I progetti già realizzati e conclusi con il contributo di Salute e Sviluppo sono ormai oltre un centinaio dai più piccoli del valore di qualche migliaio di euro ai più grandi che superano il milione di euro. La Provvidenza di Dio, attraverso i più diversi donatori, pubblici e privati è stata davvero grande e non si finirà mai di ringraziare.

Vogliamo ricordare alcuni dei progetti attualmente in corso di realizzazione. Essi si concentrano sulle situazioni di emergenza in Africa Occidentale, Africa Centrale ed Asia.

In Repubblica Centrafricana le iniziative hanno come obiettivo il miglioramento delle condizioni socio-sanitarie dell’area di Bossemptélé, Diocesi di Bouar. Un esempio è il progetto “Rafforzamento dei servizi sanitari dell’ospedale Giovanni Paolo II, gestito dai Religiosi Camilliani di Bossemptélé, che intende migliorare l’accesso ai servizi sanitari per la popolazione vulnerabile ed aumentare la sua capacità di raggiungere i villaggi limitrofi con un servizio di clinica mobile e assistenza domiciliare. L’ospedale è stato potenziato con la fornitura di medicinali, strumentazione medica, apparecchiature biomedicali ed una maggiore erogazione di servizi. Il personale sanitario è stato invece formato in ambito ortopedico, pediatrico, farmaceutico e per il laboratorio analisi. Grazie a questo intervento, 4300 persone di cui 1250 bambini possono usufruire ora dei servizi ospedalieri e di visite mediche.

In Africa Occidentale, in Burkina Faso, per migliorare lo sviluppo socio-economico dell’area di Tenkodogo, sono stati avviati due progetti innovativi. Il progetto “L’Oro di Bagrè” per incrementare la coltivazione, produzione e commercializzazione del riso e il progetto “Latte sano” per Tenkodogò, nella provincia di Boulgou, dove la soglia di povertà registra un indice pari al 55,1% e presenta gravi limiti di accesso ai servizi sanitari di base, all’istruzione, all’acqua potabile, alla capacità di generare reddito. Con queste iniziative, sono state migliorate le tecniche di produzione e produttività del riso, facilitandone l’accesso alla popolazione dell’area e sopperendo al bisogno alimentare della zona. L’agricoltura tradizionale è stata trasformata in una agricoltura moderna, fornendo strumenti agricoli innovativi e una formazione tecnico-professionale adeguata.

Dopo aver costruito tante strutture sanitarie nei paesi in via di sviluppo e aver contribuito in modo significativo alla loro crescita, ora più che negli anni passati Salute e Sviluppo viene interpellata dai nostri missionari per aiutare a i malati più poveri che non riescono a pagare integralmente le prestazioni erogate dalle strutture sanitarie.  Mi riferisco in particolare agli ospedali nei paesi più poveri del mondo, come quelli nella Repubblica Centroafricana, nel Burkina Faso, nel Benin, nella Costa d’Avorio senza dimenticare quelli in Kenya, in Armenia, in Georgia, ecc…

A questo proposito Salute e Sviluppo intende istituire il Fondo AMOC Missioni Camilliane dedicato a questo scopo. La sigla AMOC sta per Assicurazione Malati Opere Camilliane in quanto il fondo sarà erogato come rimborso delle spese sanitarie dei malati bisognosi che si affideranno alle cure nelle strutture sanitarie camilliane e si iscriveranno all’AMOC. Chiediamo a tutti i lettori di  Salute e Sviluppo di voler contribuire ad alimentare questo fondo il cui utilizzo sarà reso pubblico sul sito web di Salute e Sviluppo. Le offerte ricevute potranno beneficiare delle detrazioni fiscali di legge.

Confidiamo che, tramite questa nuova iniziativa, la Provvidenza di Dio continuerà ad aiutarci. (P. Felice de Miranda)

AIUTACI AD AIUTARE

Salute e Sviluppo ONG

Al fianco dei Camilliani nel mondo

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email: info@salutesviluppo.org

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IBAN IT17 X076 0103 2000 0002 6485 086 (BancoPosta)

Causale: donazione per Fondo AMOC Missioni Camilliane

IL VIAGGIO PIU’ BELLO

Abbiamo pubblicato la newsletter di aggiornamento sulle iniziative di Salute e Sviluppo.

Questo mese ripercorriamo assieme le tappe del nostro viaggio a Sud…  E le valigie, sempre vuote all’andata,  sono stracolme al ritorno!

Ti ricordiamo che puoi ricevere la newsletter direttamente via mail.

Iscriviti a questo link o mandaci una mail a info@salutesviluppo.org

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Il tuo 5×1000, un piccolo gesto di grande valore!

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Il tuo 5×1000 conta. E’ un piccolo gesto, ma di grande valore per Nicole e altri milioni di bambini che non hanno nulla se non la speranza che con il tuo aiuto qualcosa possa cambiare nella loro vita.

Nel modulo della Dichiarazione dei redditi (730, CUD, Unico) trovi il riquadro per la “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF”.

Donare è semplice, ti basterà:

  1. Firmare nel riquadro denominato: “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale ecc”.…
  2. Inserire sotto la tua firma il codice fiscale di  Salute e Sviluppo 97570320016

 

Il termine per la consegna del 730 è il 7 luglio per il modello trasmesso da Caf e commercialisti e il 23 luglio per quello inviato direttamente dai contribuenti. Il modello UNICO si può presentare dal 2 Maggio al 30 Giugno presso gli Uffici Postali e fino al 30 Settembre per via telematica. Inoltre, puoi donare il 5×1000 anche se non devi presentare la dichiarazione dei redditi. Per farlo basta recarsi presso gli uffici postali o ad un CAF.

Il tuo 5×1000 conta!