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News

25 anni dalla fondazione di Salute e Sviluppo (09 settembre 1996 – 09 settembre 2021)

Vorrei invitarvi a fare con me un bellissimo viaggio virtuale intorno al mondo per festeggiare insieme i 25 anni di vita di Salute e Sviluppo. Non preoccupatevi per il costo, pago io per tutti, dato che è un viaggio virtuale. Possiamo visitare molti paesi, anche se non posso ricordarli tutti perché l’elenco sarebbe prolisso. Allacciate le cinture e partiamo subito da Torino, dove Salute e Sviluppo è nata 25 anni fa, dalla fantasia di p. Efisio Locci, il 9 settembre 1996, l’idea era “andate nel mondo e curate i malati”. Ha cominciato a percorrere i primi passi della sua esistenza, passi importanti perché comprende anche l’ospedale di Haiti. L’invito del Generale dell’Ordine  dei Camilliani P Frank . Monks (03 dicembre 2001) ci fa traslocare a Roma per dare all’organizzazione la dimensione Internazionale, propria dell’Ordine di San Camillo. A Roma tutto è grandioso e qui è avvenuta l’enorme fatica di preparazione e i riconoscimenti necessari per poter operare, come l’acquisizione di personalità giuridica (08 luglio 2002) e il riconoscimento di Organizzazione Non Governativa (ONG), con Decreto del Ministero degli Affari Esteri, che la abilita a promuovere e realizzare progetti internazionali in collaborazione con il Ministero (26 marzo 2003). Finite le processioni burocratiche, si può cominciare a lavorare impegnando tutte le nostre potenzialità.

Salute e Sviluppo è nata per essere vicino ai missionari, che sono il più grande fattore di sviluppo della storia dei paesi poveri. I nostri settori sono: la salute delle persone e lo sviluppo umano declinato con sanità e igiene, nutrizione e scolarizzazione, agricoltura e zootecnia, senza alcuna preclusione nel campo dello sviluppo, dei diritti e della pace. Il nostro moto è “curiamo la salute incrementiamo lo sviluppo umano”. La geografia delle nostre attività sono i cinque continenti.

Ospedale di Djougou – Benin

La prima parte del nostro viaggio intercontinentale visita i progetti realizzati nei primi 10 anni e comprende 33 progetti  in Africa:  1 ospedale in Benin (a Djougou); 5 progetti in Burkina Faso (sviluppo per le donne, valorizzazione della medicina tradizionale, sviluppo zootecnico, sviluppo agro alimentare, sviluppo industriale per la brillantazione e confezionamento  del riso); 19 progetti in Kenya (formazione e prevenzione per gli studenti di Migori, sostegno ai bambini degli slum di Nairobi, allevamento per l’ospedale di Nkubu, acqua potabile per l’ospedale di Nkubu, sviluppo agricolo per le donne  dello slum di Nairobi, assistenza ai malati terminali con AIDS, formazione per le donne dello slum di Nairobi, lotta all’HIV, mulino per le vedove di Tabaka, una speranza per i malati di Nkubu, energia solare per Nkubu, sviluppo zootecnico per le donne di Karungu, lotta alla malnutrizione di Wajir, sviluppo ortofrutticolo per le donne di Karungu, una serra per le donne degli slum di Nairobi, lotta alla povertà nel distretto Sud Imenti, sostegno alimentare per le scuole di Nyanza, accesso ai servizi igienico-sanitari per Gunga); visitiamo 1 progetto in Madagascar (scolarizzazione per i bambini lebbrosi); 5 progetti in Repubblica Centrafricana (scuola primaria a Bossemptélé, avviamento dell’ospedale, centro madre bambino, servizio sanitario ai bambini, ambulatorio madre bambino); 1 ospedale materno infantile in Somalia; 1 pozzo per l’ospedale e il quartiere a Lomé – Togo.

Maternità e ginecologia, chirurgia, blocco operatorio, sale parto e uffici all’ospedale di Karungu – Kenya

Spero che il viaggio proceda bene perché dobbiamo visitare l’America del Sud e l’Asia. La prima tappa è il Brasile con la visita di 4 progetti (formazione e reinserimento della donna, reinserimento sociale delle ragazze madri, tejiendo la vida, formazione e reinserimento delle donne a Quixadà); facciamo un salto per vedere 1 progetto in Colombia (coltivazione idroponica con gli anziani); e un salto in Perù per 1 progetto (assistenza ai malati con AIDS).

Lasciamo l’America Latina e ci trasferiamo in Asia per 11 progetti. Cominciamo con la visita del Myanmar con 2 progetti realizzati (soccorso alle vittime del ciclone Nargis e formazione professionale per ragazze); visita alle Filippine con 2 progetti (potenziamento Centro San Camillo e aiuto alla comunità tribale Aetas); e un lungo viaggio nell’immensa Cina con 1 progetto (Borse di studio per i villaggi di Liaoning). Che commozione e che ricordi l’incontro con i cristiani dei paesi intorno alla città imperiale dell’estremo nord della Cina! L’universalità del cristianesimo è una realtà che sperimenti come il respiro dell’umanità, con intensa e indimenticabile commozione.

Come potete capire il nostro lavoro si adatta sempre alle situazioni, agli usi e costumi dei popoli e alla loro sensibilità politica. A noi interessa aiutare l’uomo con le sue povertà e necessità, che è uno spazio enorme. Tutti gli altri aspetti non sono tematiche di nostra competenza. Siamo assolutamente convinti che i bisogni degli uomini nel mondo sono infiniti e che, purtroppo, noi possiamo fare solo piccole cose, ma sappiamo che anche un bicchier d’acqua è prezioso per un assettato.

Se non siete stanchi percorriamo la seconda parte del viaggio per visitare altri 36 progetti realizzati nei successivi 10 anni di intenso impegno. Andiamo specialmente nei paesi africani. Ogni paese ha le sue caratteristiche, le sue bellezze, le sue ricchezze e le sue povertà infinite, l’unica raccomandazione è: non bisogna arrendersi mai. La cooperazione è fatta di piccole o di grandi cose, ma tutte sono preziose. Ogni aiuto che possiamo dare è un grande tesoro per un bisognoso che li riceve; è una piccola fatica per noi, ma un enorme dono per lui. La fatica presto scomparirà, il bene fatto rimarrà e il Buon Dio lo renderà eterno.

Campo di riso a Bagré – Burkina Faso

Prima sosta in Burkina Faso con 11 progetti terminati e 2 in arrivo, un paese povero ma con un forte risveglio, desideroso di progresso, ma anche con episodi paurosi di terrorismo a Nord e anche non lontano dalla nostra zona di operazione. Il nostro sforzo è quello di implementare strutture produttive di beni alimentari, incrementare la scolarizzazione e costruire un ospedale.

Abbiamo realizzato una fattoria di oltre 60 ettari per la coltivazione del riso, mais e altri cereali; costruito canali per l’acqua di allagamento, con pompe sommerse nel grande canale pubblico, azionate da impianto di pannelli foto voltaici. Le pompe portano l’acqua nei nostri canali di distribuzione. La Fattoria è ben fornita di un pozzo per l’acqua potabile, strutture aziendali per il personale, magazzini, officina e posteggi riparati per: 1 camion, 3 trattori, 2 fresatrici, 1 mietitrebbia, 2 bulldozer, 1 ruspa, aratri, livellatrice, concimatrice e altre attrezzature.

Una stalla per 60/100 vacche da latte, con foraggiera e attrezzata di sala mungitura, sala raffreddamento e conservazione del latte, strutture per il personale e per il veterinario. Anche qui l’energia elettrica viene prodotta con impianto fotovoltaico, generatore e la linea di illuminazione pubblica. Nel Centro Industriale abbiamo realizzato: 3 grandi magazzini per cereali, frutta e verdura, lavorazione e confezionamento prodotti; la Centrale del latte attrezzata per l’analisi, la lavorazione del latte e prodotti caseari: anche qui l’energia elettrica è fornita dalla rete pubblica, da generatore e da impianti fotovoltaici. Le aziende agricole sono a Bagré, provincia di Tenkodogo, che la programmazione nazionale ha scelto come polo di produzione nazionale agro alimentare per tutto il paese. Sempre a Bagré possiamo visitare: la centrale di confezionamento dell’acqua potabile affidata alle donne.

Una scuola a Tenkodogo – Burkina Faso

Altri progetti da visitare a Bagré, Tenkodogo e Garango sono le scuole: 2 scuole materne, 2 scuole primarie, 2 scuole secondarie: primo quadriennio e secondo triennio, un centro di arti e mestieri con 6 sezioni per 6 mestieri. Per le scuole bisogna tener presente che ogni aula delle classi delle materne e delle primarie accoglie circa 80/90 bambini, le scuole secondarie accolgono 50 ragazzi per classe; le classi di arti e mestieri accolgono 50 giovani. Tutte le scuole sono nella diocesi di Tenkodogo e sono progetti realizzati in collaborazione con il Vescovo Monsignor Prosper Kontiebo. Una volta costruiti e arredati gli edifici scolastici passano al partner locale.

Facciamo un bel salto in Kenya (4 progetti) per visitare il grande acquedotto per 15.000 abitanti di Karungu. Viene aspirata l’acqua dal lago Vittoria, spinta in collina con grosse pompe, potabilizzata e filtrata in tre enormi vasche in cemento armato e mandata nell’area di Karungu per una distanza di oltre 5 Km, lungo i quali sono posizionati i chioschi per la distribuzione dell’acqua. Questo progetto dà la possibilità a tutti gli abitanti della zona di accedere all’acqua potabile, mentre prima attingevano direttamente al lago inquinato. Altri progetti sono: salute materno infantile nel distretto Imenti Sud; lotta ai tumori per la popolazione femminile di Karungu; auto sufficienza alimentare per le donne di Wajir in partenariato con le suore Camilliane, in una zona semideserta ai confini con la Somalia, nell’ex Centro di Annalena Tonelli martirizzata dai Somali. Anche in questa zona regna l’insicurezza.

Ci sono inoltre: un piccolo progetto in Pakistan per la minoranza cristiana, un altro in Togo contro l’anemia falciforme e uno in Vietnam per l’accesso all’acqua potabile e contro il cancro dei bambini e della popolazione, perché l’acqua delle falde del MeKong è inquinata dall’uso smodato di pesticidi per la produzione di riso.

Operatori sanitari a Bossemptélé – Repubblica Centrafricana

Riprendiamo il volo e andiamo nella Repubblica del Centrafrica, oggi il paese più povero del mondo; una volta veniva chiamata la Svizzera d’Africa. Un paese bellissimo, pieno di foreste, una popolazione di natura pacifica. Da quando ha ottenuto l’indipendenza (era una colonia francese) è stata governata sempre da generali, anche se di nome era una repubblica. Oggi c’è un Presidente eletto, ma ci sono i soldati russi del gruppo Wagner che presidiano il paese e il governo. I continui colpi di stato hanno impoverito il paese, reso insicuro, depredato enormi ricchezze del sottosuolo. Basta pensare che nella rivoluzione e guerra civile degli ultimi anni ci sono stati, su una popolazione di 10 milioni, due milioni e mezzo di rifugiati nei paesi vicini, distrutti il 50% degli edifici scolastici e sanitari oltre alle case private. Le strade sono disastrate, la popolazione non ha da mangiare se non manioca. La sicurezza non esiste, servizi generali non esistono, è difficile capire come la popolazione sopravviva. Anche i nostri viaggi sono insicuri, è nostro rischio e pericolo. Per il Governo Italiano il paese è assolutamente insicuro.

Ospedale di Bossemptélé – Centrafrica

In questo contesto abbiamo realizzato oltre 15 progetti, un ospedale di 120 posti letto: degenza chirurgica, ristrutturazione e arredamento delle sale operatorie; costruzione del reparto di medicina; ristrutturazione e arredamento degli ambulatori di oculistica e odontoiatria; costruzione e arredamento del reparto di neonatologia; costruzione del reparto di pediatria; costruzione del reparto di maternità e blocco parto con sala operatoria per i cesarei; costruzione del reparto amministrazione; costruzione del reparto per ospiti e volontari; costruzione del pronto soccorso, attrezzatura dell’accoglienza amministrativa; finanziamento dei servizi sanitari dell’ospedale; incremento dei servizi sanitari in tre villaggi con la clinica mobile una o due volte a settimana. Altri aiuti sono l’impianto fotovoltaico e il nuovo generatore per tutto l’ospedale (siamo a 200 Km dalla luce elettrica pubblica) oltre a diversi containers con attrezzature ospedaliere, arredamenti, macchinari, acquisto di ambulanze, macchine, un trattore, un camioncino. Ci sono inoltre tutti i progetti realizzati per la popolazione: emergenza alimentare; nutriamo i bambini; cibo per le scuole; maternità sicura; empowerment economico e alimentare per le donne; formazione igienico sanitaria per la popolazione; costruzione di tre pozzi per l’acqua potabile; in costruzione la scuola per infermieri con Diplomi dello Stato, che è la terza scuola per infermieri in tutto il paese.

Le attività di sostegno alla comunità missionaria camilliana di Bossemptélé in RCA è cominciata con la coraggiosa apertura della nuova missione della provincia del Benin. La missione comprendeva il piccolo ospedale che le suore Carmelitane non hanno potuto aprire, per la morte della loro consorella-medico in un incidente stradale. La missione oggi comprende l’Ospedale Giovanni Paolo II e l’unica parrocchia della cittadina e i villaggi circonstanti. La caratteristica della missione è la grande povertà, l’isolamento, l’insicurezza, l’encomiabile coraggio delle suore Carmelitane e dei religiosi Camilliani. Bossemptélé è Vice prefettura, è un insediamento distante 200 km dalla luce elettrica; non esistono acqua potabile, luce, gas, fognature. Ha una scuola elementare e una scuola primaria insufficienti per il numero dei ragazzi. Per questo le Suore hanno fatto una scuola materna, una primaria e i primi tre anni della secondaria. La guerra ha messo in pericolo la vita dei nostri confratelli, che sono stati eroici a rimanere per assistere i malati. Durante la guerra gli spazi dell’ospedale, gli spazi delle scuole delle suore hanno dato rifugio a duemila persone musulmane, che cercavano riparo. Le due comunità delle suore Carmelitane e dei Religiosi Camilliani si sono prodigate eroicamente senza sosta. Il p. Bernard Kinvi Anani, direttore dell’ospedale, nel 2014 ha ricevuto il Premio Alison De Forges da Human Rights Watch per il coraggio nel proteggere la dignità e i diritti umani. Questo premio è un riconoscimento anche per le Comunità dei Camilliani e delle suore Carmelitane che hanno assistito tutti i bisognosi col rischio della loro vita, portando in salvo 1500 musulmani oltre il confine del Camerun. Le suore carmelitane e i religiosi camilliani sono stati gli eroi della testimonianza cristiana dell’amore di Cristo per l’uomo, nella povera e isolata cittadina di Bossemptélé in Centrafrica. Anche la nostra attività, grazie a tutti e ciascun  collaboratore che voglio personalmente ringraziare, in  25 anni  abbiamo aiutato a curare i malati, dare da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, a istruire i ragazzi. Abbiamo fatto crescere la giustizia e la pace nel mondo.

P. Efisio Locci

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Salute e sviluppo

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NUOVA GOVERNANCE DELLA ONG SALUTE E SVILUPPO

Consiglio Direttivo: da sinistra fr. Carlo Mangione, fr. Ignacio Santaolalla, p. Felice de Miranda, p. Efisio Locci, sig.ra Mariella Oggioni

Salute e Sviluppo (www.salutesviluppo.org) è una Associazione Italiana No Profit costituita nel 1996 per volontà della Consulta Generale dell’Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani). La ONG si ispira ai valori evangelici e al carisma di San Camillo de Lellis ed ha come missione la promozione di progetti sanitari e di sviluppo nei paesi del mondo dove c’è più bisogno, e specialmente nei paesi dove sono presenti l’ordine camilliano e gli istituti religiosi femminili della famiglia carismatica camilliana.  Da venticinque anni, senza soluzione di continuità,  sotto la presidenza del suo fondatore padre Efisio Locci ha promosso progetti di sviluppo in Africa, Asia ed America Latina, principalmente nei settori socio-sanitario (ospedali, centri medici), educativo (alfabetizzazione e formazione) e nel settore primario (agricolo e zootecnico) in partenariato con le Province, Vice-Province, Delegazioni dell’Ordine dei Ministri degli Infermi di San Camillo de Lellis presenti, con le loro infrastrutture sanitarie, in oltre 40 Paesi del mondo. E’ principalmente attiva in Burkina Faso, Repubblica Centrafricana, Kenya, India, Indonesia, Pakistan, Vietnam. Ha operato e mantiene tutt’ora legami in Benin, Togo, Somalia, Thailandia, Colombia, Brasile e Perù.

Dal 2001 Salute e Sviluppo è stata riconosciuta dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale ed è iscritta nell’elenco AICS (Agenzia Italiana Cooperazione Internazionale) delle organizzazioni abilitate a presentare iniziative di Cooperazione Internazionale nei Paesi in Via di Sviluppo.

Nel giugno del 2021 padre Efisio Locci aveva presentato all’Assemblea dei soci le sue dimissioni da presidente per ragioni di età e di salute.

Il giorno 14 settembre 2021, nella Casa Generalizia dell’Ordine che ospita la sede di Salute e Sviluppo si è tenuta l’assemblea ordinaria per rinnovare, a norma di statuto, il Consiglio Direttivo dell’Associazione.

L’assemblea dei soci ha eletto i nuovi componenti del Consiglio Direttivo per il triennio 2021-2024 che sono risultati essere: padre Felice de Miranda, padre Efisio Locci, fratel José Ignacio Santaolalla Sáez, fratel Carlo Mangione e la sig.ra Mariella Oggioni. È da rimarcare la presenza nel Consiglio di quattro religiosi camilliani, due dei quali sono Consultori Generali dell’Ordine. L’assemblea ha anche nominato, a norma di statuto, il revisore legale unico, regolarmente iscritto nell’albo dei revisori contabili quale garante dell’operato dell’associazione nella persona del Dr. Peppino Profeta.

Successivamente si è riunito il nuovo Consiglio Direttivo per la nomina delle cariche all’interno del Consiglio stesso. Sono risultati eletti Presidente e Legale Rappresentante padre Felice de Miranda, Vicepresidente fratel José Ignacio Santaolalla Sáez e Segretario fratel Carlo Mangione.

A padre Locci facciamo arrivare un sentito ringraziamento da parte di tutto l’Ordine camilliano e al nuovo Consiglio l’augurio di portare avanti con rinnovato impegno le attività dell’Associazione.

Rafforzamento dei servizi sanitari dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Bossemptélé

Nel villaggio di Bossemptélé (Regione dell’Ohuam Pendé, RCA), il lavoro di Salute e Sviluppo nel settore “Salute” è proseguito attraverso la realizzazione di un’ulteriore iniziativa di emergenza denominata “Rafforzamento dei servizi sanitari dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Bossemptélé”, cofinanziata dall’AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale.

Il progetto, avviato l’8 dicembre 2019 e concluso il 7 maggio 2021, ha raggiunto l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi sanitari per la popolazione vulnerabile della Sottoprefettura di Bossemptélé, potenziando l’Ospedale Giovanni Paolo II e garantendo risposte adeguate e di qualità ai bisogni del territorio, attraverso un lavoro capillare di assistenza e cura anche nei villaggi limitrofi della Sottoprefettura.

La fornitura appropriata di medicinali e la copertura di parte dei costi del personale sanitario ha consentito una costante erogazione dei servizi presso l’Ospedale, nonostante una piccola riduzione dell’affluenza tra marzo e aprile 2020 a causa della pandemia Covid-19. Inoltre, l’Ospedale è stato dotato di diverse strumentazioni e apparecchiature mediche, tra cui anche test per HIV e Covid-19, migliorando l’efficacia e l’efficienza delle prestazioni. Ad oggi, si registra un totale di 11.113 pazienti assististi, di cui 7.721 donne e 3.393 uomini (con una media mensile di 654 accessi).

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Per quanto concerne le attività di formazione specialistica, svolte tra fine gennaio e aprile 2021, l’impossibilità di svolgere il percorso formativo in loco, a causa dell’emergenza pandemica Covid-19 e delle restrizioni imposte sulla mobilità a livello internazionale, ha imposto il ricorso alla metodologia didattica in modalità “formazione a distanza (FAD)”. In particolare, la formazione ha riguardato le seguenti materie: chirurgia ortopedica, anestesia, neonatologia/pediatria, diagnostica per immagini (radiografia e ecografia). L’attività formativa ha coinvolto complessivamente 22 operatori sanitari, di cui 9 donne e 13 uomini.

Per quanto riguarda gli incontri di coordinamento nei dispensari/centri di salute dell’area, la formazione è stata rivolta ai cinque responsabili dei 5 “Poste de Santé” collocati nei villaggi limitrofi sull’asse di Bossemptélé-Bozum e sull’asse Bossemptélé-Bouar. Tali incontri sono stati indispensabili per migliorare il coordinamento tra l’ospedale e i dispensari pubblici nell’assistenza dei pazienti e per approfondire il dialogo e il confronto con i “curatori tradizionali”, chiarendo il ruolo e l’ambito di applicazione della medicina tradizionale, senza andare in contrasto con la medicina moderna. Infine, grazie alla formazione on the job sulla gestione dei farmaci, si è ottenuto un miglioramento delle competenze e un accrescimento del know-how in materia, indispensabile per la futura autonomia a livello territoriale.

Al fine di estendere il raggio d’azione dei servizi offerti alle comunità, è stato organizzato un servizio di clinica mobile nei villaggi, con l’utilizzo di un’ambulanza (acquistata grazie al finanziamento dell’Aics) e con la presenza di un team sanitario composto da due infermieri e due counsellor dell’Ospedale. L’attività, svolta due volte a settimana, ha raggiunto 3.346 persone, di cui 2.314 donne, 1.122 uomini, rappresentate per due terzi dalla popolazione infantile (2.286). Il servizio, fin dal suo avvio, è sempre stato operativo anche a seguito delle disposizioni presidenziali anti-contagio e nel pieno rispetto delle stesse, effettuando visite domiciliari finalizzate all’assistenza sanitaria e al supporto psicologico.

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Le attività di informazione, educazione e comunicazione (IEC) in ambito igienico sanitario hanno rappresentato una componente fondamentale dell’azione, tanto che le azioni hanno raggiunto la partecipazione attiva di 4.043 persone, di cui 2.182 donne e 1.861 uomini. Una volta a settimana, due educatori dell’Ospedale si sono recati presso i villaggi e le comunità di riferimento trattando le seguenti tematiche: prevenzione delle principali malattie endemiche ed infezioni, malnutrizione, consultazioni prenatali, protezione del bambino, dichiarazione delle nascite, importanza della scolarizzazione, etc. L’attenzione mostrata dai partecipanti è stata molto elevata, motivo per cui si è scelto di coinvolgere 30 donne (anziché 5) nelle attività di educazione alla pari da diffondere presso gli altri membri dei rispettivi villaggi.

Per l’implementazione di tutte le attività e il perseguimento degli obiettivi prefissati, fondamentale è stato sia il lavoro svolto dai partners locali, l’Ospedale Giovanni Paolo II e la Comunità camilliana in RCA, sia il continuo supporto e coinvolgimento di tutti gli stakeholders locali (Ministero della Salute e della Popolazione, l’Associazione ASSOMESCA, l’Ordine delle Suore Carmelitane).

Il progetto, in connessione con altre iniziative realizzate da SeS in RCA, ha gettato le basi per ulteriori azioni di sviluppo e di crescita del territorio. A livello sociale, le attività si configurano come strumenti cognitivi, importanti per la salvaguardia della salute comunitaria nel medio-lungo periodo, producendo un impatto tangibile sui target group interessati, favorendo altresì sensibilità e responsabilità comune.visite-mediche-in-ospedaleattrezzature-sanitarie

 

Pakistan: “Le famiglie hanno finalmente provato sicurezza”

“Il progetto ha generato un impatto emotivo e psicologico nella vita delle famiglie beneficiarie, oltre che finanziario e nutrizionale. Le famiglie hanno provato sicurezza mentre ricevevano gli animali.” Queste sono le parole di Padre Mushtaq, coordinatore locale del Microprogetto per la promozione dell’inclusione sociale ed economica delle famiglie del Distretto di Okara, Pakistan. 

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Il Microprogetto, finanziato da Caritas Italiana, si poneva come obiettivo il miglioramento delle condizioni sociali ed economiche di tre famiglie residenti nel distretto di Okara, in Pakistan, grazie ad azioni per la sussistenza alimentare e generazione di reddito.
Le famiglie beneficiarie, identificate dal partner locale, versavano in una condizione di estrema povertà, a causa delle discriminazioni dovute all’appartenenza e credo religioso diverso. Sono state emarginate ed abbandonate dalle amministrazioni pubbliche locali e si sono ritrovate a non aver accesso a una quantità sufficiente di cibo e entrate. 

Per permettere il loro sostentamento, sono stati acquistati animali (mucche, capre e bufalo) in modo tale che attraverso il latte prodotto possano soddisfare le esigenze nutrizionali ed economiche. Contestualmente sono state acquistate e consegnate loro scorte di mangime per gli animali come base di partenza. Un veterinario locale ha insegnato loro come prendersi cura degli animali, come nutrirli, come proteggerli dalle infezioni più comuni, impartendo nozioni essenziali per l’allevamento riguardanti l’alimentazione, norme igieniche, malattie. 

Le famiglie beneficiarie hanno potuto usufruire del latte per il proprio fabbisogno e, grazie all’aiuto degli operatori facenti parte della Famiglia Laica Camilliana, hanno potuto vendere parte del latte ricavato nel mercato locale assicurando un prodotto sano e accessibile ad altri membri delle comunità dei tre villaggi. 

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Successivamente, sono state organizzate lezioni di formazione sui prodotti lattiero-caseari al fine di ampliare le conoscenze e le capacità delle famiglie. Alle sessioni di formazione hanno preso parte non solo le famiglie beneficiarie degli animali acquistati, ma anche altri membri dei tre villaggi coinvolti. Questo tipo di formazione è stata molto apprezzata perché ha consentito di diversificare la loro alimentazione e offrire allo stesso tempo prodotti non sempre disponibili nel mercato locale, aumentando le possibilità di vendita, sollevando il loro morale e incoraggiandoli a sognare una vita migliore.

Infine sono state organizzate delle attività di educazione nutrizionale per stimolare un cambiamento positivo nelle abitudini alimentari, ridurre la malnutrizione di cui sono vittima e che accresce il loro stato di vulnerabilità. Sono stati ideati e realizzati poster e banner esplicativi che durante gli incontri hanno funto da supporto per una corretta e adeguata informazione, mostrando con chiarezza e semplicità alcune buone pratiche alimentari. 

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“In generale, ora tutti sperano in giorni migliori e hanno espresso la loro intenzione di aiutare anche gli altri. Questo dono ha rinnovato la loro determinazione ad andare avanti”, conclude Padre Mushtaq.

Stato di Emergenza in Repubblica Centrafricana

La situazione in Repubblica Centrafricana è estremamente delicata. Da fine dicembre a seguito delle elezioni presidenziali, continuano gli  scontri e attacchi da parte dei guerriglieri di un’alleanza di milizie che rifiuta la rielezione di Faustin-Archange Touadéra.

Ci sono state decine di vittime e una situazione di equilibrio e sicurezza sembra, ad oggi, lontana.

Questo accentua problematiche già presenti nel Paese: l’aumento del prezzo dei generi alimentari, la mancanza di acqua potabile, il blocco di beni essenziali provenienti dall’estero.

Lunedì scorso, l’ultimo grande attacco che, come denuncia Ocha (Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari), ha colpito la MSR1, la principale via per i rifornimenti e il commercio del Paese che unisce la capitale Bangui al porto più vicino, in Camerun.

Anche il nostro servizio di clinica mobile, per ragioni di sicurezza, non può raggiungere i villaggi in cui offre servizi sanitari e psicologici alle comunità.

Le elezioni

I ricorsi dei rivali del presidente centrafricano Faustin-Archange Touadéra sono stati respinti dalla Corte costituzionale. Quest’ultimo è stato ufficialmente eletto con il 53,16% dei voti.

Lunedì 18 gennaio 2020, Danièle Darlan, il presidente della corte suprema ha dichiarato che Faustin Archange Touadéra “viene rieletto Presidente della Repubblica nel primo turno delle elezioni del 27 dicembre 2020“.
La Corte, tuttavia, ha abbassato il tasso di partecipazione al 35,25%, lontano dal 76,31% dei dichiaranti annunciato provvisoriamente il 4 gennaio.

I suoi oppositori hanno denunciato “frodi massicce” e l’impossibilità per due elettori su tre di votare.

In Pakistan per l’inclusione sociale ed economica

Il Pakistan, nonostante i progressi e la crescita economica, si trova ad affrontare significative sfide legate alla povertà e alla disparità nell’inclusione sociale ed economica delle fasce più vulnerabili della popolazione, in particolar modo nei distretti rurali.

Ne è un esempio il distretto di Okara, a nord del Paese, dove agricoltura e allevamento rappresentano le attività principali, ma senza generare redditto per i piccoli proprietari terrieri e allevatori che, a causa della scarsa produttività, riescono a soddisfare a malapena, attraverso il raccolto, il fabbisogno alimentare della propria famiglia.

Grazie al finanziamento di Caritas Italiana e alla collaborazione con la Famiglia Laica Camilliana (FLC), a novembre abbiamo avviato un Microprogetto per la promozione dell’inclusione sociale ed economica delle famiglie in questo Distretto.
Sono state individuate tre famiglie in estrema necessità: famiglie numerose, con mancanza di reddito e sostegno da parte dell’amministrazione locale, che non hanno accesso a una quantità di cibo sufficiente per i loro bisogni primari.

Il Microprogetto interviene direttamente per migliorare il loro sostentamento e la loro inclusione sociale ed economica nella comunità.
In primo luogo, sono stati forniti alle famiglie tre bufali per la produzione di latte, per provvedere al loro sostentamento. Attraverso i percorsi formativi organizzati, vengono trasmesse le competenze tecniche e pratiche necessarie per l’allevamento degli animali e per i processi di estrazione e mantenimento del latte.

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Parte del latte ricavato è destinata al sostentamento nutrizionale delle famiglie, mentre una parte alla vendita nel mercato locale, in modo tale da assicurare una fonte di reddito.

In secondo luogo, un formatore esperto locale si occupa della formazione, a cui partecipano le famiglie e la comunità, sull’importanza dei prodotti lattiero-caseari come fonte di proteine animali e alimenti da privilegiare nell’alimentazione quotidiana. Sono organizzate inoltre delle sessioni per la sensibilizzazione in tema di sicurezza alimentare e nutrizionale, in cui sono distribuiti materiali informativi che mostrano con semplicità e immediatezza alcune buone pratiche alimentari.

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