Domenica, Gennaio 29, 2012


Con i Camilliani in tutto il mondo
Curiamo i malati e aiutiamo lo sviluppo

Presentazione

Salute e Sviluppo è la ONLUS/ONG che opera a fianco dei Camilliani, in missione in tutti i continenti, per la salute e la crescita del benessere dell’umanità. Il nostro obiettivo è la salute e il benessere dell’Uomo in tutte le sue dimensioni. Il nostro impegno maggiore è in campo sanitario e socio-sanitario per promuovere la salute delle Persone; nel campo dello sviluppo per far crescere il benessere degli Esseri Umani, fare riconoscere e fare valere i loro diritti, specialmente nei paesi più disagiati; nel settore della formazione, dove desideriamo creare dei poli didattici  estendendo la scolarizzazione. Formare operatori e professionisti capaci di curare la salute e incrementare il benessere.

PROGETTI IN CORSO

Africa: Benin "Lotta all'HIV/AIDS e alle malattie della Povertà"; Burkina Faso "Sviluppo del settore zootecnico per la comunità di Saaba"; Kenya "Sviluppo zootecnico per le donne di Karungu", "Sviluppo ortofrutticolo per le donne di Karungu", "Sostegno alimentare nelle scuole primarie della provincia di Nyanza"; "Lotta all'HIV/AIDS e alle malattie della povertà nel distretto Sud-Imenti"; Repubblica Centrafricana "Progetto Ospedale Bossemptélé"
America Latina: Brasile "Dona FLOR Formação Local Orientada para Reabilitação das mulheres desfavorecidas"

5 per mille

karungu kenya







Bambini di Karungu, Kenya.

Natale… un altro Natale viene a visitare le nostre vite

Cresciuta con il buio delle sere di dicembre, tra le luci delle vie, gli addobbi dei negozi, quel freddo che taglia il viso e che fa “bambinello al freddo e al gelo”, rifletto su questo Natale che attendo oggi nelle soleggiate e calde giornate della stagione secca, nel cuore dell’Africa, mentre la polvere rossa delle strade già si solleva penetrando ovunque e la savana è tutto un accendersi di fuochi per farsi strada tra l’erba altissima e poter andare a caccia.

Natale in questo momento per me è un giorno che si avvicina ogni mattina, quando inizio il mio lavoro in ospedale e scrivo la prima prescrizione della giornata: una data nuova, che segna lo scorrere dei giorni, lì dove non ho nemmeno un calendario… poi le mie giornate trascorrono tra il caldo e l’essenzialità, tra i miei malati, tra la gente di Bossemptélé. Nulla sembrerebbe ricordare il Natale, farne vivere l’attesa. Qui non ci sono alberi di Natale né luci per le strade, ma con entusiasmo la gente alla parrocchia prepara il suo piccolo, essenziale presepe. Natale c’è, in quel segno di un uomo e di una donna che contemplano un neonato, dei pastori che li circondano. In realtà Natale c’è, molto più qui che altrove, c’è e sarà un’esplosione di gioia viva e vera in una notte che palpiterà all’unisono con il tam tam dei tamburi per tutto il villaggio, i Mussulmani a fare festa con i Cristiani.

Mi chiedo che cosa voglia dire allora il presepe, quell’unico segno che mi richiama il mio Natale di sempre,  per questa gente d’Africa, per questa gente che vive in misere capanne di fango, che la sera si raccoglie attorno ad un lume a petrolio, che dorme per terra su una stuoia, che perde i propri figli per la malaria, che viene consumata da un virus spietato etichettato con tre lettere che sono una condanna e una ghettizzazione, che va a farsi curare dallo stregone. Me lo chiedo e cerco di capire, perché la luce dei loro occhi mi dice che possiedono più di chiunque altro la consapevolezza del senso custodito tra quelle statuine. E mi ritrovo davanti a me gli occhi dolci di Daniel, affannato e sofferente mentre gli faccio gli antibiotici per vena nella penombra della sua capanna e mi dice che faceva pregare i suoi bambini a scuola ogni mattina perché mandasse un medico in questa terra, vedo gli occhi ridenti di Karim, che non c’è già più, che aspettava rannicchiato su una panchina dalle sei del mattino all’ospedale perché aveva deciso di farsi curare, ora che c’è “Docteur”, vedo lo sguardo smarrito e nello stesso tempo grato di Sylvie, che sa che non sarà sola a portare avanti il peso di una gravidanza in una condizione di sieropositività appena scoperta, vedo quello di Youssafà, orfanello di 3 anni, accoccolato senza forze per terra, in attesa disperata di un donatore compatibile che gli salvi la vita e quello implorante del suo nonno, vedo quello radioso di Stephanie, bimba sieropositiva di 2 anni, mentre tiro fuori dalla tasca del mio camice una caramella, vedo quella luce nello sguardo di Sylvain, infermiere di villaggio, quando mi ha chiesto quanti mesi sarei rimasta a lavorare con loro all’ospedale: “Sono venuta per rimanere”, ho risposto allora con dolcezza. “Gloria a Dio!” ha esclamato lui esplodendo di gioia. “Gloria a Dio”. Era agosto, ma io ho pensato al Natale, al canto degli angeli, al loro annuncio ai pastori. Mi sono soffermata a lungo a riflettere su quelle parole che mi avevano velato lo sguardo con due lacrime di commozione. “Gloria a Dio” me lo hanno insegnato tutti questi sguardi: è l’accogliere con gioia un dono, un dono di Dio… o un Dio che si fa dono.

 altro natale

Sì, Natale risplende più che mai per questa gente, gli occhi di Daniel, di Karim, di Sylvie, di Youssafà, di Stephanie, di Sylvain, brillano tutti della stessa gioia, una gioia che interpella, davanti all’annuncio del Natale, è il sapersi visitati dalla speranza, scoprire la condivisione, assaporarne il gusto e sentirsi privilegiati come nessun altro per quello che si è ricevuto. Me lo insegna la gente di Bossemptélé: c’è un Dio che si fa bambino come questi bambini coperti di stracci che ridono e corrono nei cortili in mezzo ai pulcini e alle caprette, un Dio che condivide le fatiche di ogni giorno, ma anche le gioie dell’uomo, un Dio che regala sogni, un Dio che non abbandona, un Dio che ama… tutti. Ma i poveri non hanno nulla che copra il loro sguardo, sono così poveri che non hanno nulla neanche per questo e allora lo vedono, lo sentono subito, loro lo sanno quanto è privilegiato l’uomo, un uomo che possiede un Dio che si fa bambino e che gioca ridendo tra i pulcini e le carpette, un Dio che incrocia il suo sguardo innamorato con quello dell’uomo.

Sì, “Gloria a Dio” in questa notte, Gloria ad un Dio meraviglioso, ad un Dio innamorato dell’uomo.

BUON NATALE!

                                                                                                         Francesca

Il progetto zootecnico di Karungu- Migori

pollai

È terminato il progetto: allevamento di polli da carne e di ovaiole. E’ un tentativo di rispondere alle precarie situazioni socio economiche della popolazione e dare un aiuto all’ospedale di Karungu. E’ stato costruito un grosso allevamento di polli da macello e un allevamento di ovaiole. Tutto sembra procedere con buoni risultati, sia perché si dà lavoro ad alcune persone, sia anche perché si sta sviluppando la richiesta di prodotti da parte degli alberghi per la carne e dalle pasticcerie per le uova. Il progetto è stato cofinanziato dalla Fondazione S. Zeno a cui vanno i nostri ringraziamenti.

 

Auguri Natalizi

natale ses 02 copia

Ristrutturazione dell’Ospedale Consolata di NKUBU (Kenya)

Il primo settembre 2011 è iniziato un nuovo progetto a NKUBU (Kenya), cofinanziato da MAE, riguardante l’ospedale Consolata Hospital dei Camilliani. Costruito negli anni ’50, questo ospedale serve un bacino di 180.000 persone. Buona parte dei malati non riesce a pagare il servizio offerto dall’Ospedale e riceve gratuitamente le cure.

Il Consolata Hospital vive una situazione particolarmente difficile a causa della diffusione delle malattie endemiche e all’assenza di assicurazioni economiche che permettano la normale gestione, la manutenzione e l’ammodernamento di una struttura costruita molti anni fa e che attualmente versa in precarie condizioni. Sono necessari interventi urgenti di ristrutturazione e di ammodernamento.

L’ospedale riveste una grande importanza per il Kenya del Nord dove l'infezione di HIV/AIDS è particolarmente diffusa e colpisce soprattutto i gruppi più vulnerabili (indigenti, donne, bambini).

Si stima che almeno il 38% della popolazione sia sieropositiva o malata di AIDS. Il 90% dei casi accertati riguarda gli adulti di età compresa tra i 15 e i 44 anni. Le donne sono maggiormente a rischio e rappresentano il 69% del totale dei casi rilevati. Un numero significativo di bambini di età inferiore a 15 anni ha contratto l’infezione tramite la madre durante il parto o l’allattamento

Alla diffusione dell’HIV/AIDS si aggiungono le tipiche malattie della povertà, come la malaria e la tubercolosi, che sono favorite dal basso tenore di vita e dalla malnutrizione della popolazione.

 

CHE COSA ABBIAMO FATTO

 

Abbiamo realizzato diversi progetti per migliorare gli aspetti più critici del servizio sanitario:

- un acquedotto per portare l’acqua potabile all’ospedale

- un allevamento di animali per le necessità alimentari

- un impianto di pannelli solari per la continuità energetica

Abbiamo inoltre incrementato il servizio sanitario e di prevenzione nelle scuole del distretto con il personale dell’ospedale.



nkubu 02



C
HE COSA VOGLIAMO FARE

 

L’ospedale missionario realizzato negli anni '50 è in una situazione di assoluta necessità di ristrutturazione: i tetti sono fatiscenti, i cameroni dei diversi padiglioni con servizi comuni sono da ristrutturare.

Vogliamo quindi:

- ristrutturare tutti gli ambulatori

- costruire il nuovo pronto soccorso, i locali dell’accettazione, l’amministrazione e il laboratorio di analisi

- ristrutturare i cameroni. Cominceremo della maternità riducendoli in camere di 4 letti o 2 letti con servizi relativi

- rifare completamente i tetti dei diversi padiglioni.

                                               

                                                    nkubu03

 

 

Terminato il Progetto Zootecnico in Burkina Faso

A fine settembre si è concluso il progetto “Sviluppo del settore zootecnico per la comunità di Saaba (Burkina Faso)”. L’intervento, finanziato dalla Fondazione Cariplo, è nato per rispondere alle drammatiche condizioni di vita della popolazione nel distretto di Saaba e garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale, sviluppando un sistema per la prevenzione e commercializzazione di prodotti zootecnici.

Nel primo anno è stata avviata un’unità di produzione animale con allevamento di suini a ciclo chiuso, è stato ammodernato il pozzo con una torre di raccolta e un sistema di pompaggio per la distribuzione dell’acqua destinata ad abbeverare gli animali, è stato costruito un magazzino per la vendita, è stato recintato il terreno.

Sono stati anche effettuati corsi di formazione per migliorare le competenze dei lavoratori locali, fornendo conoscenze specifiche anche nel settore del marketing. Si è iniziato a commercializzare al dettaglio vendendo i prodotti a prezzi accessibili a tutti e sono state effettuate continue campagne di promozione e sensibilizzazione.

Nel secondo anno l’attività di  commercializzazione si è intensificata, l’attività di allevamento è proseguita e sono stati acquistati nuovi animali, che vengono alimentati in modo diverso a seconda che si tratti di animali adulti, porcellini o scrofe gravide.

                                         maiali

E’ stata eseguita una profilassi medica generale per limitare la propagazione di malattie ed è stata costituita una cooperativa di allevatori locali per la gestione dell’unità zootecnica.

L’intervento ha riscosso molto successo ed è stato realizzato interamente dalla popolazione locale coinvolgendo l’intera comunità.

Attualmente il sistema di produzione e vendita dei prodotti zootecnici è in grado di autosostenersi economicamente rispettando l’ambiente e senza provocare alcun danno ecologico.

Pagina 1 di 4

Inizio
Prec.
1

Ricerca Personale

Cerchiamo volontari in Italia. 

Diventa volontario!

Login

Se vuoi inviare comunicazioni registrati! Potrebbero essere pubblicate sul sito.



Sede Centrale

Piazza della Maddalena 53 - 00186, Roma
Tel. +39.06 899 28 151-2-3-4 Fax: +39.06 899 28 155
E-Mail: info@salutesviluppo.org
Web: www.salutesviluppo.org

Uffici Operativi

Abruzzo  - Bucchianico (CH), Tel. 0871.381557, abruzzo@salutesviluppo.org
Lombardia - Rho (MI), Tel. 02.9311639, lombardia@salutesviluppo.org
Piemonte - Torino (TO), Tel. 011.3291848, piemonte@salutesviluppo.org
Kenya - Nairobi, Tel. +254.202728938, kenya@salutesviluppo.org
Bénin - Djougou, prossima apertura
Perù - Lima, prossima apertura

Text Size